È stata firmata ufficialmente la convenzione tra il Comune di Varese, l’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana e la Soprintendenza Archivistica e bibliografica della Lombardia per l’insediamento di parte dei fondi dell’Archivio del Moderno all’interno della ex Caserma Garibaldi, come stabilito dai firmatari dell’Accordo di Programma. Con questo ulteriore passo avanti si rende concreto uno degli elementi più qualificanti della trasformazione della ex Caserma in un nuovo polo culturale cittadino. L’Archivio del Moderno, centro di ricerca internazionale legato all’Università della Svizzera italiana e all’Accademia di architettura, è specializzato nella conservazione, nello studio e nella valorizzazione di archivi e documenti legati all’architettura, all’ingegneria, al design, all’urbanistica e alle arti visive. La sua presenza a Varese significa quindi ospitare in città un centro di ricerca e produzione di nuova conoscenza, capace di mettere in relazione Varese con una rete universitaria e culturale di livello internazionale. L’Archivio del Moderno custodisce infatti un patrimonio di grande valore, composto da numerosi fondi e archivistici di architetti, ingegneri, urbanisti, designer e protagonisti della cultura del Novecento. La nuova sede varesina permetterà di valorizzare ulteriormente questo patrimonio e di sviluppare nuove attività di studio, ricerca e divulgazione.

“L’arrivo dell’Archivio del Moderno nella ex Caserma Garibaldi dimostra ancora una volta che la rigenerazione urbana non significa soltanto recuperare edifici, ma dare loro nuove funzioni capaci di produrre cultura, conoscenza e opportunità per la città di Varese – dice il sindaco Davide Galimberti – rafforza così il proprio rapporto con l’Università della Svizzera italiana e con il territorio transfrontaliero e si inserisce in una dimensione sempre più internazionale. È un risultato importante per la nostra città e per il nuovo polo culturale che sta nascendo in piazza Repubblica”.
Soddisfazione anche da parte del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che spiega: “La presentazione della convenzione consentirà il rientro a Varese, entro aprile 2027, dei primi fondi archivistici del Moderno, dando nuovo impulso alla collaborazione scientifica avviata nel 2002. Un risultato che valorizza un patrimonio culturale di grande rilievo e i legami tra Varese e il Canton Ticino, territori uniti da relazioni storiche, culturali e istituzionali profonde. Significativa è la scelta dell’ex Caserma Garibaldi, che attraverso questa nuova funzione acquista ulteriore centralità e valore nella vita culturale e nella dinamica cittadina. Confidiamo che la presenza degli studenti e lo sviluppo di attività di studio, ricerca e divulgazione possano contribuire a rendere questi spazi vivi e capaci di dialogare con le nuove generazioni”.
La convenzione rappresenta anche un ulteriore tassello della collaborazione tra Varese e l’Accademia di architettura dell’USI, che negli ultimi anni ha sviluppato un rapporto sempre più stretto con la città. Con il trasferimento di un primo Nucleo di Fondi archivistici da Balerna a Varese si suggella il comune interesse istituzionale di Italia e Svizzera nel settore della conservazione, restauro, studio, e valorizzazione degli archivi degli architetti, degli ingegneri, dei paesaggisti, dei designers nonché degli operatori visuali dell’ultimo secolo della cultura italiana.
“Si tratta di un risultato importante fortemente voluto dalle parti – dichiara la Soprintendente Francesca Furst – e che costituisce un esempio virtuoso di come le reciproche competenze – del Ministero della Cultura da un lato, dell’Università e del Comune dall’altro – possono contribuire a rafforzare la collaborazione interistituzionale tra i due Paesi per contribuire alla migliore valorizzazione, conservazione e fruizione di questo importante patrimonio archivistico Italiano. Grazie al recupero funzionale l’ex Caserma Garibaldi- nuova sede dell’Archivio del Moderno – diventa quindi un nuovo polo culturale in cui la sinergia tra le istituzioni coinvolte e le rispettive partnership ne accrescono la dimensione ad un livello internazionale. Quello di oggi è un giorno importante che mette al centro la cultura come volano per la crescita, lo studio, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio archivistico a vantaggio di tutti: istituzioni, cittadini, imprese, professionisti, ricercatori”.
“Questa convenzione rappresenta un passaggio importante per dare seguito agli accordi con il Ministero della Cultura italiano, che prevedono il rientro in Italia degli archivi di autori italiani temporaneamente conservati in Svizzera presso l’Archivio del Moderno – sottolinea Gabriele Balbi, già Rettore ad interim dell’Università della Svizzera italiana –. La soluzione individuata a Varese permette di accompagnare questo processo garantendo ai fondi condizioni adeguate di conservazione, studio e consultazione e, al tempo stesso, di costruire attorno a questo patrimonio nuove opportunità di ricerca, formazione e valorizzazione. Una collaborazione che ha già coinvolto anche gli studenti dell’Accademia di architettura dell’USI, chiamati negli scorsi anni a confrontarsi con la valorizzazione architettonica e funzionale di Piazza Repubblica e degli spazi circostanti. La collaborazione con il Comune di Varese e la Soprintendenza consente così di trasformare una necessità legata al rientro degli archivi in un progetto più ampio, capace di mettere in relazione patrimonio, ricerca e formazione e di rafforzare i legami scientifici e culturali tra Svizzera e Italia”.
“L’Archivio del Moderno sarà una presenza importante – sottolinea l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia –. Ricerca, architettura, storia e cultura possono diventare strumenti per leggere e interpretare anche la trasformazione della nostra città. Avere qui una realtà internazionale significa offrire nuove occasioni agli studenti, ai ricercatori, ai professionisti e a tutti i cittadini”.
La firma assume quindi un significato che va oltre l’aspetto formale della convenzione. È un nuovo passo nella trasformazione della ex Caserma Garibaldi, destinata a diventare un luogo aperto, contemporaneo e internazionale, capace di mettere insieme biblioteca, cultura, formazione, ricerca e valorizzazione del patrimonio.














